Un mix di cinque porzioni di Messico e una di Guatemala. I profondi canyon del Barranca del Cobre, i fasti e contrasti di Mexico City, la natura e gli scorci coloniali del Chiapas, la giungla e le ardite piramidi Maya dello Yucatan e del Peten, i vulcani e le genti del Lago Atitlan, il caribe messicano del Quintana e della Riviera Maya. Sei suggestioni in un solo viaggio; possibile ma impegnativo. In ogni luogo, c'è sempre un buon motivo per fermarsi un giorno in più; tuttavia, in questa proposta, si preferisce dar ascolto a quel buon motivo per ripartire alla volta della successiva destinazione.
La prima delle "cinque volte Messico" è la Barranca del Cobre altrimenti detto Copper Canyon. L'arrivo a Cancun con l'intercontinentale dall'Europa è previsto in mattinata così come è prevista la ripartenza quasi immediata per Chihuahua (arrivo nel tardo pomeriggio, ore 18:55). Pernottamento e ripartenza il mattino successivo, con il treno Chihuahua Pacific (el Chepe) delle 6:00; arrivo a Creel alle 11:15. Nel pomeriggio, escursione alla Valle dei Monaci e pernottamento a Creel da dove si riparte il giorno dopo, col Chepe delle 11:15, per arrivare a Divisadero alle 12:34 (poco più di 40 km) . Secondo pernottamento tra i canyon e ripartenza alle 12:54 per Los Mochis (siamo sul Pacifico) dove si arriva alle 20:50. Il Chepe e le scorribande tra i canyon finiscono qui. L'indomani, cambio di scena: aria di metropoli. Alle 12:10 si prende un volo che atterra alle 18:00 a Città del Messico
Dopo tre notti (due giorni) trascorsi nella capitale, si vola a Tuxtla Gutierrez, nel Chiapas. Da Chiapa de Corzo - e più precisamente dall'imbarcadero di Cahuare - inizia l'escurione in motobarca tra le pareti del Cañon de Sumidero alte fino a mille metri. Si prosegue poi per altri 45 km circa verso San Cristobal de las Casas, animata dai colori dei mercati indios. Non distante, a 12 km, San Juan de Chamula, dove i riti maya si fondono con quelli cristiani e Zinancantán, altro centro di etnie di origine maya.
Avendo un'intera giornata a disposizione, da San Cristobal si possono raggiungere le cascate del Chiflon. Una volta sul posto, piu? di un chilometro di sentieri, ponticelli e scalette conducono alla vista dello spettacolare salto di oltre 120 metri della cascata principale o ?Cascada Mayor?, formata dal fiume San Vicente. Proseguendo in direzione del confine guatemalteco si arriva ai laghi di Montebello; sono più di 60 e sono immersi in un paesaggio molto suggestivo sulla strada che porta alla frontiera con il Guatemala. Non lontano dal parco di Montebello, si trovano l'area archeologica di Chinkultic e il villaggio indio di Amatenango.
Il giorno dopo si riparte da San Cristobal verso nord, per 145 km circa, lungo la strada che si snoda nella splendida natura del Chiapas per arrivare alle cascate di Agua Azul che si formano sul fiume Tulijia. Rimessisi in moto, dopo altri 70 km si giunge finalmente a Palenque il cui sito - per vastità e importanza - merita tutta la giornata successiva.
A circa 180 km sud-est da Palenque, corrrendo quasi paralleli al Rio Usumacinta che traccia il confine Messico-Guatemala, si giunge a Bonampak e Yaxchilán, due siti maya da poco aperti ai turisti, ancora fuori dai circuiti di massa, immersi in un' atmosfera unica. Per Bonampak basta l'auto (2 ore e mezza da Palenque) ma per arrivare a Yaxchilán occorrono - dalla deviazione per Bonampak - altri 40 km circa in direzione della Frontera Corozal (Echeverria) e di qui - in direzione nord-ovest - un'ora di navigazione (e un'altra ora per il ritorno) sul fiume Usumacinta. Dopo una notte ancora trascorsa sulla sponda messicana, il giorno successivo si risale con una lancia il fiume per circa mezz'ora e ci si lascia depositare sulla sponda opposta, a Bethel ci si trova in Guatemala
Volati via da Città del Guatemala fin su a Cancun, il tour si conclude con una settimana - la quarta - dedicata alla penisola dello Yucatan.
Alcuni link di varia utilità:
Quattro settimane (molto) intense:
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La prima delle "cinque volte Messico" è la Barranca del Cobre altrimenti detto Copper Canyon. L'arrivo a Cancun con l'intercontinentale dall'Europa è previsto in mattinata così come è prevista la ripartenza quasi immediata per Chihuahua (arrivo nel tardo pomeriggio, ore 18:55). Pernottamento e ripartenza il mattino successivo, con il treno Chihuahua Pacific (el Chepe) delle 6:00; arrivo a Creel alle 11:15. Nel pomeriggio, escursione alla Valle dei Monaci e pernottamento a Creel da dove si riparte il giorno dopo, col Chepe delle 11:15, per arrivare a Divisadero alle 12:34 (poco più di 40 km) . Secondo pernottamento tra i canyon e ripartenza alle 12:54 per Los Mochis (siamo sul Pacifico) dove si arriva alle 20:50. Il Chepe e le scorribande tra i canyon finiscono qui. L'indomani, cambio di scena: aria di metropoli. Alle 12:10 si prende un volo che atterra alle 18:00 a Città del Messico
Dopo tre notti (due giorni) trascorsi nella capitale, si vola a Tuxtla Gutierrez, nel Chiapas. Da Chiapa de Corzo - e più precisamente dall'imbarcadero di Cahuare - inizia l'escurione in motobarca tra le pareti del Cañon de Sumidero alte fino a mille metri. Si prosegue poi per altri 45 km circa verso San Cristobal de las Casas, animata dai colori dei mercati indios. Non distante, a 12 km, San Juan de Chamula, dove i riti maya si fondono con quelli cristiani e Zinancantán, altro centro di etnie di origine maya.
Avendo un'intera giornata a disposizione, da San Cristobal si possono raggiungere le cascate del Chiflon. Una volta sul posto, piu? di un chilometro di sentieri, ponticelli e scalette conducono alla vista dello spettacolare salto di oltre 120 metri della cascata principale o ?Cascada Mayor?, formata dal fiume San Vicente. Proseguendo in direzione del confine guatemalteco si arriva ai laghi di Montebello; sono più di 60 e sono immersi in un paesaggio molto suggestivo sulla strada che porta alla frontiera con il Guatemala. Non lontano dal parco di Montebello, si trovano l'area archeologica di Chinkultic e il villaggio indio di Amatenango.
Il giorno dopo si riparte da San Cristobal verso nord, per 145 km circa, lungo la strada che si snoda nella splendida natura del Chiapas per arrivare alle cascate di Agua Azul che si formano sul fiume Tulijia. Rimessisi in moto, dopo altri 70 km si giunge finalmente a Palenque il cui sito - per vastità e importanza - merita tutta la giornata successiva.
A circa 180 km sud-est da Palenque, corrrendo quasi paralleli al Rio Usumacinta che traccia il confine Messico-Guatemala, si giunge a Bonampak e Yaxchilán, due siti maya da poco aperti ai turisti, ancora fuori dai circuiti di massa, immersi in un' atmosfera unica. Per Bonampak basta l'auto (2 ore e mezza da Palenque) ma per arrivare a Yaxchilán occorrono - dalla deviazione per Bonampak - altri 40 km circa in direzione della Frontera Corozal (Echeverria) e di qui - in direzione nord-ovest - un'ora di navigazione (e un'altra ora per il ritorno) sul fiume Usumacinta. Dopo una notte ancora trascorsa sulla sponda messicana, il giorno successivo si risale con una lancia il fiume per circa mezz'ora e ci si lascia depositare sulla sponda opposta, a Bethel ci si trova in Guatemala
Volati via da Città del Guatemala fin su a Cancun, il tour si conclude con una settimana - la quarta - dedicata alla penisola dello Yucatan.
Alcuni link di varia utilità:
Quattro settimane (molto) intense:




























